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UNITA, LIBERA, LIETA. LA GRAZIA E LA RESPONSABILITA’ DI ESSERE CHIESA



Come ogni anno liturgico e sociale della chiesa ambrosiana, anche questo inizia con la “lettera pastorale” del nostro Arcivescovo Mons. Delpini, con il titolo: “unita, libera, lieta. La grazia e la responsabilità di essere chiesa”. Ma cosa vuole essere una lettera pastorale? È un messaggio forte del vescovo, quale pastore dell’intera comunità di credenti della diocesi a lui affidata, che intende con essa coinvolgere ogni persona, religiosa o laica che sia, nel progetto pastorale articolato nei mesi a venire. Non vuole essere una linea guida imposta, piuttosto un fraterno invito a camminare insieme.


Nella lettera viene suggerita una sorta di “percorso sapienziale”, basato sulla capacità di ciascuno a imparare (o re-imparare) a pregare, inteso come un modo per essere in dialogo con Dio; a pensare, nel senso di usare criticamente la propria testa e mettere a disposizione degli altri il proprio contributo; a sperare, nel senso cristiano della speranza, che non significa inseguire illusioni ma riporre fiducia in Dio; a prendersi cura di ogni altro fratello che possa avere bisogno, perché il senso della carità è proprio questo, sapendo che solo donando si riceve.


Questo percorso, reso possibile anche dalla nostra apertura alla “Parola” (il vescovo ci suggerisce la lettura del vangelo di Giovanni e dei suoi capitoli da 13 a 17) ci porta a superare anche molte tentazioni che oggi caratterizzano il nostro vivere: il protagonismo individuale, la rivalità spesso permeata di prevaricazione, la costante invidia, la scarsa sima reciproca.


La lettera pastorale si conclude con alcune modalità operative che la diocesi intende mettere in atto sul territorio tra le parrocchie: in primo luogo una forte attenzione al dialogo interreligioso, invitando alla costruzione di rapporti validi con il mondo cristiano (luterano, ortodosso, etc…) e non cristiano; ma soprattutto nel dare vita alle “assemblee sinodali decanali” come nuovo strumento partecipativo e di riformulazione di una chiesa attiva e responsabile, un poco sul modello degli organismi decanali della chiesa di altri paesi europei.


Guido Feltrin

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